Costituzione del Comune

(memoria depositata nell’Archivio Comunale)

Le Valli dette di Ambrogio stendentesi dal fiume Po fin quasi al Po di Volano, delimitate a ponente dagli argini del Canal Bianco e del Brazzolo in Comune di Copparo, ed a levante dalle Valli in territorio del Comune di Codigoro, per una superficie di oltre 16.000 ettari, vennero bonificate in dipendenza ed attuazione della Legge 6 luglio 1875, n. 2605 che dichiarò le relative opere di pubblica utilità.

Per non accennare a tentativi di bonificazioni fatti in tempi remoti (1464-1580) dagli Estensi e che per altro non interessano questa regione, si sa di un primo tentativo di bonificazione idraulica nelle Valli Burina e Gualenga, rispettivamente di ha. 343 l’una e ha. 163 l’altra, con scarico delle acque rispettivamente nei canali Serraro e Vergavara, intrapreso da una Società promossa e costituita dal Conte Francesco Aventi su progetto compilato dal Conmte Francesco Mognoni ingegnere: ma dopo quattro anni di inutili tentativi, la Società Aventi, con R.D. 2 agosto 1868, venne sciolta.

Podo dopo sorse a Londra una Società che, sotto il titolo di “Ferrarese Land Reclamation Company Limited” si riprometteva di eseguire la bonifica meccanica ed a questa Società si aggregarono poi, e cioé nel 1872, la Società Italiana dei Lavori Pubblici di Torino, la Banca di Torino e la Banca U. Geisser & C. fondando così una nuova Società che prese il nome di Società Italiana per la Bonificazione dei Terreni Ferraresi, con un capitale interamente versato di £. 5.000.000 e che venne approvata con R.D. 22 dicembre 1872.

La nuova Società acquistati ben 22.000 ettari dei terreni bonificandi, intraprese i lavori verso il 1873, l’anno successivo alla terribile rotta del Po, concentrando tutta la forza meccanica in uno stabilimento idrovoro a Codigoro, presso il Volano, per scaricare ivi direttamente le acque.

Il 17 ottobre 1880, dopo compiuti lavori di canalizzazione per i quali furono escavati ed approfonditi per 170 km di canali fra vecchi e enuovi, l’opera, collaudata, venne dichiarata “compiuta secondo i progetti”.

La bonificazione era però lungi ancora dall’essere compiuta e mercé la tenacia e la constanza della Società, si procedette ad opere di compimento che iniziatesi nel 1902 vennero ultimate nel 1909, comprendendo in esse la costruzione di due strade, l’una partendosi dalla Via detta del Brazzolo, alquanto a sud della frazione Ambrogio di Copparo, tocca il punto centrale della bonificazione e cioé il nuovo paese e Comune di cui tratta la presente relazione, e di là prosegue fino a congiungersi con la provinciale Codigoro-Ariano con un percorso di km. 15.670 da ovest ad est, l’altra lunga km. 11,400 si stacca da Serravalle presso il Po, scende a sud fino ad incontrare la prima a circa 2km inferiormente al nuovo paese.

Con la bonificazione, là dove era silenzio ed inerzia e l’aria era quella grave e miasmatica della palude, là non si ritraeva che prodotto di canne e qualche meschino pascolo, venne sistemandosi a coltura intensiva ed a colonizzazione vaste zone di terreno ritraendo abbondanti messi di frumento, frumentone, canape, bietole ed ogni altro prodotto agricolo.

Divise le zone bonificate in poderi con relativi fabbricati, ritrasse su di esse una popolazione che di giorno in giorno andava aumentando.

In mezzo a tali zone redente si andò formando un centro, una borgata denominata “LE VENEZIE” ove per iniziativa della Società Bonifiche sorsero scuole, negozi di consumo, un molino, una chiesa, un ufficio postale e telegrafico, la stazione dei Reali Carabinieri, uno spaccio per la vendita di privative e finalmente, nel 1908, venne dal Comune di Copparo istituita una delegazione di Stato Civile, una condotta medica con relativo armadio farmaceutico ed una condotta ostetrica.

Già con Decreto del Cardinale Respighi in data 18 aprile 1900 veniva costituita canonicamente la Parrocchia delle Venezie.

Questo centro, sorto completamente ex novo, non si sentiva in nessun modo storicamente legato alle altre frazioni del Copparese, costituite fa terreni del vecchio comprensorio dalle quali era separato da distanze sensibilissime; si trattava quindi di una zona che aveva bisogni suoi propri, diversi da quelli dei vecchi centri, e la differenza dei singoli interessi locali era così sentita da richiedere che vi si provvedesse distintamente e separatamente.

Copparo, il più vasto e popoloso Comune rurale d’Italia, misurava una superficie di 415 hmq e mentre al 31 dicembre 1817 la sua popolazione ascendeva a circa 18.000 abitanti, ne contava oltre 4.500.

Si suddivideva in 26 frazioni e borgate dalle quali alcune distanti dai 5 ai 10 km dal Capoluogo, altre dai 10 ai 20 ed altre infine con distanze dai 20 ai 25 km.

L’esistenza del Comune di Copparo nei confini del 1908 non risale che alla prima metà del secolo XIX e la sua costituzione non rapresentò come che sia, il riconoscimento di un unico ente storico. All’epoca del Regno Italico, sotto il dominio di Napoleone, quando col Decreto 8 giugno 1805 si addivenne ad una organica costituzione amministrativa dividendo il territorio in dipartimenti, distretti, cantoni e Comuni, Copparo formò allora Cantone, una specie cioé di circondario, ripartito in otto Comuni, uno dei quali era costituito da Coccanile con Ambrogio e la valle paludosa omonima. Berra e Serravalle formavano pure Comune a sé, ma appartenevano al cantone di Codigoro.

Caduto l’impero Napoleonico, dopo breve dominio austriaco, veniva restaurato il Governo Pontificio, il quale, come da Editto 26 novembre 1817 del Cardinale Consalvi, costituiva il Comune di Copparo con Cesta creando quale Appiedati le frazioni di:

Coccanile con Ambrogio e Piumana;
Formignana con Tresigallo;
Rero con Final di Rero;
Ruina;
Saletta con Tamara;
Sabbioncello di Sopra e di Sotto con Fossalta e Gradizza.
Costituiva ad un tempo altro Comune formato da Cologna con Berra e Serravalle, aggregandoli quale appodiato: Guarda con Ro e Zocca.

Caduto il Governo Pontificio, con decreto 27 dicembre 1859 del Dittatore Farini, il territorio copparese fu costituito in un Comune unico, però si conservò la traccia delle antiche separazioni, creando le seguenti quattro delegazioni con separazione patrimoniale e di spesa:

  1. Copparo, con Cesta, Coccanile, Ambrogio, Saletta, Tamara e Gradizza.
  2. Sabbioncello con Sabbioncellino, Fossalta, Formignana, Tresigallo, Rero e Finale.
  3. Guarda, con Ro, Zocca e Ruina.
  4. Cologna, con Berra e Serravalle.

Nel 1889 venne soppressa la separazione patrimoniale e si conservò la ripartizione dei Consigli poi delle Delegazioni.

Mentre le antiche Valli, redente dalle opere di bonificazione, si trasformavano in vaste piane esuberanti di fertilità ed in esse sorgevano cascinali, fattorie e piccole borgate richiedenti la loro parte di pubblici servizi che manifestatamente tendevano a far capo alle Venezie; mentre gli aggruppamenti di frazioni che mettavano a Ro, Berra e Formignana hanno visto accrescersi rapidamente la loro popolazione e svilupparsi in modo assai lusinghiero i loro interessi agricoli, senza che a ciò corrispondesse un adeguato assetto dei pubblici servizi spesso dilazionati, resi inefficaci od incompleti per ragioni di distanza dal Capoluogo; mentre questo soffio benefico di modernità animava i centri minori, Copparo Capoluogo rimaneva stazionario, quasi immobile nel suo assetto e nelle sue proporzioni.

Esso rimaneva cioé ancora una grande Frazione nella quale tutte le altre non trovavano più ciò ad esse rapidamente si rendeva indispensabile per il soddisfacimento delle esigenze determinate dall’aumento della popolazione e della ricchezza.

Copparo rimaneva un capo troppo piccolo per così grande corpo, conseguentemente sorse quel senso di rivalità che le membra di questo gigante microcefalo manifestarono con sempre crescente intensità.

L’aumento del territorio produttivo e della popolazione, e, quindi, le necessità colettive, non aveva proceduto parallelamente con lo sviluppo del Capoluogo e così si era creata una stridente sproporzione fra queto e le su frazioni.

Queste condizioni di fatto, queste cause determinarono la presentazione al Parlamento Nazionale del progetto di legge per la suddivisione del Comune di Copparo in cinque distinti Comuni ed il Consiglio Comunale di Copparo (rinnovando deliberazioni e voti emessi il 27 giugno e 9 luglio 1862, il 21 marzo e 18 aprile 1884, il 6 maggio 1892, i quali nella ultima deliberazione emessa in riguardo dal Consiglio Provinciale di Ferrara, il 3 ottobre 1892, trovarono eco pienamente favorevole in relazione ai concetti espressi dallo stesso Consiglio Provinciale fin dal 16 ottobre 1860) in seduta 27 maggio 1908 con ordine del giorno dava piena adesione al progetto di Legge del deputato Melli che rappresentava l’espressione di un bisogno vero, reale, permanente, che segnava il passo decisivo verso il benessere, il progresso e la prosperità economica di una estesissima plaga e che era il coefficiente unico, supremo di completa pacificazione sociale.

Questa aspirazione, questi voti, venivano finalmente esauditi con la Legge 24 dicembre 1908, n. 752, che erigeva le frazioni distaccate dal capoluogo di Copparo, in quattro distinti Comuni costituendo così:

  • Il Comune di Copparo, comprendente il Capoluogo e le frazioni Cesta e Coccanile, Ambrogio, Gradizza, Sabbioncello San Vittore, Sabbioncello San Pietro, Fossalta, tamara e Saletta.
  • Il Comune di Ro, comprendente le frazioni di Berra, Zocca, Ruina e Guarda.
  • Il Comune di Berra, comprendente le frazioni di Berra, Cologna e Serravalle.
  • Il Comune di Formignana, comprendente le frazioni di Tresigallo, Formignana, Rero e Finale.
  • Il Comune di Le Venezie, comprendente parte delle bonificate Valli di Ambrogio. Con la stessa legge venne stabilito che l’ospedale di Copparo con apposito Decreto Reale sarebbe stato eretto in Ente Autonomo, attribuendogli a titolo patrimoniale lo stabile, i mobili, le suppellettili allora di proprietà comunali formanti dotazione dell’istituto, nonché le somme elargite o comunque raccolte a suo favore e già capitalizzate.

L’esistenza del nosocomio venne assicurata facendo obbligatorio per i nuovi Comuni il mantenimento di un letto gratuito per ogni mille abitanti.

Così sorse il nuovissimo Comune di “Le Venezie” con una superficie di km. 115,950 ed una popolazione di 3.082 abitanti. Con R. D. 2 marzo 1911, n. 203 il Comune di “LE VENEZIE” venne autorizzato a cambiare la denominazione in quella di Jolanda di Savoia.

Pagina aggiornata il 03/11/2023

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